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FAQ

Domande frequenti

Chi è il dietista? Qual è la differenza con il nutrizionista?

Secondo le normative vigenti (profilo professionale D.M 744 del 1994) "il dietista è l'operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell'alimentazione e della nutrizione, ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all'attuazione delle politiche alimentari nel rispetto della normativa vigente." Nel dettaglio, il dietista consegue la laurea in Dietistica, e, dopo aver svolto un tirocinio pratico di 650 ore e aver superato l'Esame di Stato Abilitante alla professione, può svolgere l'attività di dietista in ambito pubblico (nel Sistema Sanitario Nazionale) e privato. 
Per quanto riguarda la differenza con il nutrizionista, questo termine non identifica nessuna qualifica professionale,
ma è un semplice aggettivo, che solitamente accompagna la professione vera e propria (es: biologo nutrizionista, medico nutrizionista). Questo significa che un dietista è sempre un nutrizionista, ma non è detto che un nutrizionista sia un dietista.

Quando rivolgersi a un dietista?

In presenza di patologie in cui c'è bisogno di intervenire sull'alimentazione (diabete, ipertensione, sindrome metabolica, ipercolesterolemia, insufficienza renale, pancreatite, steatosi epatica, cirrosi), ma anche in condizioni di salute (per fare ordine nella propria alimentazione, trovare un equilibrio- magari dopo anni di diete fallimentari- e avere qualche nozione in più su cosa voglia dire alimentarsi in modo consapevole ed adeguato). Affidarsi a un dietista può essere utile anche per avere una guida in alcune condizioni particolari, come la gravidanza, l'allattamento, l'infanzia e l'adolescenza, l'attività sportiva e la menopausa. 
Questa figura professionale è inoltre fondamentale per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, in sinergia con uno psicoterapeuta e/o psichiatra.

Ho fatto mille diete; perché questa dovrebbe essere diversa?

Perché non si basa su un piano impositivo e prescrittivo, ma si concentra piuttosto sulla costruzione di abitudini alimentari allineate con le esigenze della persona e cucite su di lei. Non si tratta quindi di seguire indicazioni date esclusivamente dall'esterno, ma di riconnettersi invece con il proprio mondo interno, con le proprie sensazioni di fame e di sazietà, in un connubio tra quella che viene definita "alimentazione salutare" dalle Linee Guida e le preferenze personali.

Per quanto tempo dovrò fare la dieta?

La dieta (nel significato che io le attribuisco) non ha una data di scadenza! L'obiettivo è proprio quello di costruire abitudini alimentari sostenibili per la persona, così che possa portarle avanti per tutta la vita.

Quali alimenti non sono ammessi nella dieta?

Quelli avvelenati, scaduti o a cui sei allergica/o. Per il resto, tutti gli alimenti possono essere inseriti all'interno della propria alimentazione! La dicotomia "cibo sì- cibo no" e l' assegnare un valore morale agli alimenti (cibi buoni/cibi cattivi) è proprio ciò che ci ha allontanati da un rapporto sereno e naturale con il cibo.

La mia amica/cugina/mamma/zia ha perso x kg in x mesi; otterrò anch'io lo stesso risultato?

Chi può dirlo? Ogni persona è diversa dall'altra e sono mille i fattori che entrano in gioco in un percorso nutrizionale, genetica e ambiente in primis. Non solo! Molte volte quello che si pensa essere l'obiettivo primario, ovvero la perdita di peso, passa in secondo piano, a fronte di altri risultati raggiunti, ugualmente importanti (se non addirittura di più): il ritorno ad un rapporto sereno con il cibo, la capacità di ascolto senza giudizio, la consapevolezza che, a volte, è meglio essere qualche chilo in più, ma in pace con se stessi, piuttosto che ottenere il peso tanto agognato, ma diventare ossessionati da alimentazione e forma del corpo.

Qual è la dieta migliore?

Quella giusta per te.